Citazione

"Non c'è posto che io ami di più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano".
Banana Yoshimoto, Kitchen

lunedì 5 ottobre 2015

I miei figli dimenticheranno



Questo post mi è piaciuto tanto, voglio condividerlo nel mio blog, perché benché non lo abbia scritto io, racchiude ciò che sento.
Tratto da http://unamammagreen.com


I miei figli dimenticheranno: Il tempo è un animale strano. Somiglia a un gatto, fa come gli pare. Ti guarda sornione e indifferente, scappa via quando lo implori di fermarsi e rimane immobile se pure lo preghi, per favore, di andare. A volte ti azzanna mentre fa le fusa, oppure ti raspa con la sua lingua ruvida. Ti graffia mentre ti sta baciando. Il tempo, piano piano, mi solleverà dalla fatica estenuante di avere dei figli piccoli. Dalle notti senza sonno e dai giorni senza requie. Dalle mani grassocce che ininterrottamente si aggrappano, mi scalano, mi tirano, mi frugano senza ritegno e senza remore. Dal peso che riempie le mie braccia e piega la mia schiena. Dalle voci che mi chiamano e non ammettono ritardi, attese, esitazioni. Mi restituirà l’ozio vacuo della domenica mattina, le telefonate senza interruzioni, il privilegio e la paura della solitudine. Alleggerirà, forse, il fardello della responsabilità che certe volte mi opprime il diaframma.
Ma il tempo, inesorabilmente, raffredderà di nuovo il mio letto, adesso caldo di corpi piccoli e respiri veloci. Svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.
Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.
Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.
Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.
Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.
Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.
I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.
Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.
E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

lunedì 29 giugno 2015

Il nonno Pippo

"...Se potessi far tornare indietro il mondo
farei tornare poi senz'altro te
per un attimo di eterno e di profondo
in cui tutto sembra, sembra niente è
e niente c'è...".
Negramaro





Mio nonno nasce nel 1919, quando il fascismo italiano è ancora agli inizi.
Nel 1938, all'età di diciannove anni, decide di arruolarsi come volontario  nell'Esercito Italiano, credendo così di sfuggire alla fame. Sceglie l'artiglieria ippo-trainata senza sapere di cosa si tratti!
Un anno dopo scoppierà la guerra (1939-1945). La guerra durerà più di quattro anni e per ben tre anni e mezzo vivrà come prigioniero. Quando l'Italia si alleerà con l'America, l'alleanza con la Germania verrà meno e i militari diventeranno prigionieri della Germania. 
Sarà, dunque, la Germania (Berlino periferia)  il luogo dove trascorrerà  i giorni di prigionia.  Durante questi anni vissuti come prigioniero di guerra mangierà solo 100 gr di pane e un mestolo di brodo di rape o di carote,  una sola volta al giorno e sarà costretto a lavorare.
E' bello ascoltarlo mentre ci racconta stralci di vita vissuta, di vita vera, di periodi storici duri e difficili. Uno dei tanti aneddoti di quegli anni passati da prigioniero è emblematico per comprendere un po' di più la lotta contro la fame. 
Un giorno al rientro dal lavoro insieme ai compagni militari, sulla strada trova della carne cruda perduta da un camion durante il trasporto, un occasione da cogliere al volo, da non farsi sfuggire, una vera e propria manna dal cielo! Trasformerà il cappotto in una capiente busta e ne raccoglierà 7 kg circa. Nei giorni a venire la cucineranno con mezzi di fortuna utilizzando le stufe a disposizione.
Verranno salvati dai Russi, i quali al loro arrivo annunciano  che non ci sono viveri a sufficienza nemmeno per loro e la situazione resterà  ancora drammatica. Prima del rimpatrio in treno passeranno tre/quattro mesi.
L'assenza da casa è stata, quindi, di 5 anni circa, ritornato in patria (S. Teodoro) la situazione è simile a quella lasciata: si patisce la fame!
Si dà da fare lavorando come manovale. Conosce mia nonna e si sposa il 26 Novembre del 1946. E' l'inizio della famiglia Fusari. Avranno quattro figli, un maschio e tre femmine (tra cui mia madre).
Entrerà in polizia grazie ad un concorso ad hoc per gli ex combattenti e coniugati. Partirà verso Roma per frequentare il corso di formazione e avrà bisogno di chiedere 5 lire in prestito al suocero per pagarsi il treno. Pensare di pagare una pensione fuori da ogni possibilità, ma grazie ad un po' di sfrontatezza e faccia tosta e talvolta ad un po' di comprensione, riesce a farsi accogliere in caserma ed evitare così di trascorrere la notte per strada. Si presenta in caserma alle 23 e si sente dire che potrà essere accolto solo il giorno seguente, così aspetta un'ora esatta e a mezzanotte bussa di nuovo alla porta. Beh...questa volta non riescono a dirgli di no e gli consegnano una brandita e una coperta. 
E' l'inizio di una carriera che durerà  40 anni e lo vedrà diventare Maresciallo.
Era la prima volta che ️si bandiva un concorso per uomini sposati tant'è vero che i vicini di casa guardavano con malizia mia nonna, perché dubitavano che fossero realmente sposati. Fino a quando mio nonno stanco di tanta sciatteria  chiede al suocero di far emettere un certificato di matrimonio. Per mettere a tacere le malelingue. Esibisce così il certificato alla moglie del vicino, la quale fa finta di non capire, ma vuoi mettere la soddisfazione nel vedere la sua faccia?! Eh, eh...


Quando era ancora un bambino l'ora del pranzo  era un privilegio, lui lo definiva Il mezzogiorno dei ricchi...e ci raccontava che teneva nelle manine due pezzetti di pane, con uno dei due fingeva di avere del formaggio. Tristezza.

Il nonno era esilarante nei suoi racconti di vita vera ed è difficile  dimenticare i suoi racconti tutti straordinari, ma ai primi posti non posso non collocare i racconti sulle due bombe a mano fatte scoppiare la notte di capodanno! Ed ancora la bomba ritrovata e portata di persona sulla scrivania del questore, beh quelli sono in assoluto sono il top.
Erano inconfondibili e immancabili i suoi biglietti di auguri, rigorosamente scritti a mano, lunghi, formali ma pieni, pieni di amore. Tanti li conservo ancora.
Non guidava l'automobile ma gli piaceva andare in bici. E le sue bici andavano a ruba! Più di una volta ne fu derubato!
Non amava il calcio e tutte le volte che poteva, cambiava il suo turno di lavoro con un collega se si trattava di andare a prestare servizio allo stadio! Spesso rimettendoci quanto alla durata del servizio!


Non amava declutterare e lo capisco pure tipico di chi ha vissuto in un certo periodo storico, però era un amante del riclico. Riutilizzava tutto ciò che conservava, dalla carta ai vari contenitori.
Amava le cose indistruttibili...sedie di ferro?! si, si...ha fatto anche quello.
Amava i suoi nipoti, mi vuole bene e mi ha sempre dimostrato tutto il suo amore, stargli vicino era amore, calore, affetto.
E nonostante non ci sia più , il suo amore era così grande che posso ancora sentirlo e  posso dire che lui non ha lasciato un  vuoto. Mio nonno mi ha dato sempre tanto e mi ha fatto diventare una persona migliore.




N.B. ho dovuto correggere più volte il verbo usato al passato con non poca fatica.

venerdì 12 giugno 2015

12 Giugno 2010- 12 Giugno 2015




Se saprai starmi vicino, 
e potremo essere diversi, 
se il sole illuminerà entrambi 
senza che le nostre ombre si sovrappongano, se riusciremo ad essere "noi"
in mezzo al mondo e
 insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo e non il ricordo di come eravamo, 
se sapremo darci l'un l'altro 
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo se il tuo corpo canterà con il mio 
perché insieme è gioia...

Allora sarà amore 
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.


Pablo Neruda.



selfie


domenica 22 marzo 2015

La foto di famiglia


Questa è la prima foto della nostra famiglia al completo...all together...come direbbe Dora. Devo dire che riesco a fotografare le mie bimbe benino, anche se con l'arrivo della seconda figlia e dell'inverno ho "perso qualche colpo". Tuttavia, con un po' di impegno ottengo dei buoni risultati. Cerco di rispettare poche regole ma buone. I consigli della mia fotografa preferita, my sister! Lei dice di: 1) scegliere l'ora migliorare del giorno  così da disporre della luce migliore ed evitare il sole diretto e con queste condizioni sfruttare una delle tante capacità a me sconosciute della mia reflex mettendola in funzione "A". 2) bonificare la zona, a meno che l'obiettivo non sia fotografare un "attività quotidiana",togliere pannolini sporchi, carte varie, macchie sui vestiti e chi più ne ha più ne metta! 3) posizionarsi al livello del bambino, che equivale allo spiaccicarsi per terra. 4) giocare sulla probabilità,  scatto 50 foto e spero che almeno 2 siano accettabili! E basta.
Però...la foto di famiglia, di noi quattro, è per me impresa ardua. Ci vuole un aiutino e questa volta è arrivato niente poco di me che da un fotografo a noi molto caro, Marco Ficili. Quando ho dovuto scegliere il fotografo per il nostro matrimonio non ho avuto alcun dubbio. Lui. Ritornare dientro il suo obiettivo non più come coppia ma come famiglia è stata una grande idea! Il risultato speciale. Le nostre bimbe catturate nella gioia e nella spontaneità e la nostra foto di famiglia! Un appuntamento a cui non mancare almeno una volta all'anno, questo è il mio proposito. Per aggiornarne di anno in anno la nostra foto e regalarci un ricordo davvero speciale.





venerdì 20 febbraio 2015

La dolce attesa



Eccolo qua il mio pancino qualche giorno prima del parto...qualcuno dice di provare nostalgia del pancione dopo, mah...forse...ma soprattutto sento già nostalgia di quei primi magici momenti. Per fortuna l'allattamento aiuta a colmare questa strana sensazione....
E' proprio vero che l'allattare al seno è una fase imprenscindibile del processo riproduttivo,  che inizia con il concepimento, si evolve nella gravidanza, sfocia nel parto e si conclude con l'allattamento. Per me non potrebbe non essere così. 
Questa volta tutto è andato come doveva andare, sapere cosa si vuole e sapere come fare ad ottenerlo non fermano una mamma stanca ma determinata a riuscire nell'obiettivo. Dall'altronde seppur con qualche difficoltà iniziale siamo riusciti anche alla prima esperienza.
Quale obiettivo? Niente aggiunta, mai e poi mai, niente ciuccio, non ce l'abbiamo neanche, ecco. Niente consigli della suocera, del vicino, della pluri-mamma, del primo che passa... e che caspita! Tra l'altro è proprio la generazione delle nostre mamme la più deleteria per chi desidera allattare.
Ed ancora, niente orologio, non dobbiamo andare da nessuna parte e ci prendiamo tutto il tempo che vogliamo.
E se ci serve un consiglio? un aiutino, un piccolo sostegno? oltre ad avere mio marito con me, ci sono le amiche virtuali...c'è il gruppo su Facebook "Sostegno all'allattamento naturale", ecco a qualcosa i social network servono. E poi i libri di Giorgia Cozza e di Gonzales, di grande aiuto sempre.
E siamo felici così. Come ho letto da qualche parte, sul blog di una mamma sicuramente, "siamo più felici che stanchi...ma siamo MOLTO STANCHI", eh..eh

L'Amore a prima vista esiste

I'm the best big sister




Siamo ciò che mangiamo.





C'è un tempo per ogni cosa...e sembra sia arrivato il mio.


Il tempo di prendere consapevolezza fino in fondo di ciò che compriamo. Un approccio più critico e soprattutto consapevole verso tutto. Niente di nuovo in realtà, mia mamma per fortuna mia e di mia sorella, ha sempre diffidato di prodotti confezionati e schifezze varie, e per farlo non aveva neppure bisogno di leggere le etichette. Sapeva che una mela era da preferire alla nutella e che le patatine in busta fossero da evitare. Negli ultimi anni, mi sono ritrovata con dispensa sempre fornita di nutella e con prodotti confezionati in crescita. Il punto fino ad ora era quello di riuscire ad acquistare merendine e simili in offerta o trovare una "valida" alternativa ai prezzi gonfiati del "mitico" mulino bianco. Il punto adesso è eliminare il cibo spazzatura.Stop.
Ecco, sta qui il cambiamento, dire di no a cibi confezionati e là dove ciò non sia proprio possibile imparare a leggere le etichette!
Perché, mi ripeto sempre più spesso ultimamente, nell'era dell'informazione l'ignoranza è una scelta!





Probabilmente l'essere diventata mamma mi ha obbligato a rivedere tante scelte. Per essere credibile agli occhi dei miei figli devo innanzitutto essere loro di esempio. Non si può mica vietar loro la nutella ed esserne al contempo avidi consumatori.
Si, ce l'ho con la nutella! Perché echeggia ancora dentro di me lo slogan di una vita...."energia per fare e per pensare"....e vedere una rassicurante mamma preparare una sana (?!?) merenda spalmando nutella su una bella fetta di pane.
Un po' come il messaggio che ultimamente veicola la coca-cola...e mette in correlazione la felicità con l'avere sulla tavola la bibita gassata. Mah!
Ad ogni modo, l'altro giorno per la prima volta, ho letto l'etichetta della nutella...bene al primo posto troviamo zucchero e al secondo l'olio di palma. Questo dato non è da poco se pensiamo che l'ordine con cui gli ingredienti vengono riportati non è casuale, ma è regolato per legge. I vari componenti compaiono in ordine decrescente di quantità. Cosa significa? Significa che il primo ingrediente dell'elenco è più abbondante del secondo, che a sua volta è più abbondante del terzo etc. 
1° Zucchero e 2° olio di palma. E' inquietante. Così come è assurdo che fino ad ora non abbia dato importanza a questo elemento. Beh certo non pensavo mica di acquistare  una crema di nocciole doc., di mangiare qualcosa di sano, certo che no. Però a vincere alla fine era l'idea che la nutella fosse troppo buona, irresistibile,  insomma... che mondo sarebbe senza nutella?. E nonostante tutto tuffo il cucchiamo dentro il barattolo. Il barattolo di vetro è forse l'unica cosa buona che c'è.
Probabilmente la presenza in casa di tanti barattoli di vetro riutilizzati per organizzare pasta, legumi, cereali, mollica etc, mi avrà acceso una lampadina!





Messa da parte la critica, fin troppo facile, contro la nutella, passo ad analizzare quella che ho sempre ritenuto la colazione ideale per sapore e genuinità: i cereali! Leggere l'etichetta mi ha fatto dire addio ai miei muslei preferiti. Tra gli ingredienti, infatti, olii vegetali e sciroppo di mais.


Il percorso intrapreso è difficile ma necessario. Non riguarda solo il cibo ma si estende ai prodotti per il corpo, l'igiene personale i detersivi. Leggere le etichette in questi ultimi casi è un pochino  complicato,(chimica, latino e inglese non mi sono mai piaciute purtroppo) per questo mi affido, sperando di non sbagliare nel farlo, ad un app ( biotiful), una sorta di bio dizionario che associa un simbolo (verde, giallo, rosso, nero) ai componenti che costituiscono un prodotto. E anche in questo caso il prezzo elevato di un prodotto non è quasi mai sinonimo e garanzia di affidabilità. Che assurdità....ho speso un sacco di soldi in prodotti dall'INCI* quasi inaccettabile...
Dunque, un percorso che richiede impegno in termini non solo di volontà ma anche di tempo, ma sono sicura che diventerà sempre più immediato e riuscirò a essere di aiuto e di esempio per le mie figlie.
Perché "chi ben comincia è a metà dell'opera".



*International Nomenclature of Cosmetic Ingredients

martedì 2 dicembre 2014

Andiamo al Parco

Din dan buu*

Mia figlia chiede spesso di andare al parco...e in effetti dovremmo andarci più spesso. Questo è il nostro parco preferito, grande, spazioso, ben curato, in paese e non in città. C'è il prato e non l'asfalto o quegli odiosi sassolini! Frequentato da tante mamme, papà e bambini con i quali poter scambiare due chiacchiera. A malincuore abbiamo dovuto dire addio alla Villa della città, ciò che resta sono i ricordi di quando ero bambina. Adesso mi occupo di costruire ricordi belli e positivi nella memoria delle mie due bimbe.E vai con "din dan buuu"...così mia figlia chiama l'altalena!






giovedì 25 settembre 2014

Pentolini duktig

Kids were here


Tra i  regali più azzeccati fatti a mia figlia ci sono questi pentolini...da quasi un anno uno dei suoi giochi preferiti...Pentolini che utilizza anche con una certa versatilità...all'occorrenza il padellino si trasforma in mangiatoia per gli animali della fattoria! 
Spesso i giochi più apprezzati dai bambini sono quelli più semplici ed economici e talvolta spendere tanti soldi in pezzi di plastica rumorosi e colorati non serve. I bambini, soprattutto i più piccoli, ancora immuni ai messaggi pubblicitari, ci insegnano tanto. 




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